All’International Horeca Meeting di Rimini, Italgrob ha acceso i riflettori sul mercato Ho.Re.Ca. e sul ruolo strategico dei consumi fuori casa in Italia. Secondo il Centro Studi Italgrob su dati Circana, il comparto vale oltre 100 miliardi di euro di fatturato e conta 382.000 punti di consumo tra ristoranti, bar, pizzerie e hotel. Il settore occupa almeno 1,5 milioni di persone, con una presenza femminile del 55%, confermandosi non solo motore economico, ma anche presidio sociale e parte integrante dell’Italian lifestyle, dalla cucina al rito dell’aperitivo.
Nel 2025 il traffico nei locali registra un calo dello 0,8% rispetto al 2024, mentre la crescita a valore è trainata quasi esclusivamente dall’aumento dei prezzi (+3%), circa il doppio dell’inflazione media nazionale (1,5%). A livello europeo, nei principali mercati Ho.Re.Ca. le visite risultano inferiori del 10% rispetto al pre‑pandemia, con consumatori orientati al trading down: meno prodotti acquistati, maggiore attenzione al rapporto qualità-prezzo e spostamento verso segmenti più economici.
Accanto alle criticità emergono segnali positivi. Il delivery continua a crescere, con prodotti portabili come sushi e pizza che arrivano fino a +12%. Il dining in è passato dal 9,4% al 15,6% in nove anni, mentre la ristorazione commerciale in catena mostra performance solide grazie a format con un’offerta qualità-prezzo più centrata, capaci di coinvolgere anche i nuovi consumatori Gen Z.
Nel mondo beverage il quadro è in evoluzione: cresce del 5% il consumo di acqua del rubinetto, mentre le bevande alcoliche tradizionali segnano un -7%. In forte espansione i prodotti low e no alcol, con un +13% negli ultimi 12 mesi, trainati soprattutto dai consumatori tra i 18 e i 34 anni, anche se restano una nicchia che non compensa il calo delle categorie a più alto valore aggiunto. Le previsioni Circana indicano per il 2026 una crescita moderata: spesa a +3%, visite a +0,9%, con retail food service (+1,4%) e quick service (+1%) come principali driver.
Nel corso dell’evento, esponenti istituzionali e del settore hanno ribadito come l’Ho.Re.Ca. sia molto più di un canale di vendita: è luogo di relazione, piattaforma per l’occupazione giovanile e veicolo per il Made in Italy agroalimentare. L’On. Mirco Carloni ha richiamato il valore sociale dell’agroalimentare e la necessità di una filiera in crescita; il Sen. Giorgio Salvitti ha sottolineato gli effetti delle misure contro il carovita sul potere d’acquisto delle famiglie.
Per Antonio Portaccio, Presidente Italgrob, il settore vive una fase di stallo strutturale: meno frequentazione dei locali, ma giro d’affari in aumento. Da qui la richiesta di politiche fiscali e regolatorie a sostegno delle PMI, incentivi a sostenibilità e digitalizzazione e la creazione di un albo speciale per i distributori Ho.Re.Ca. presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Dino Di Marino, Direttore Generale Italgrob, ha evidenziato il potenziale ancora inespresso del fuori casa e il ruolo chiave della formazione, annunciando la nuova edizione dell’Executive Programme Horeca Business con Luiss Business School.
Per Matteo Zoppas, Presidente ICE – Agenzia Internazionale Commercio Estero: “Il canale Horeca è fondamentale per costruire la brand awareness delle nostre imprese. Dalle prime stime, in attesa di conferme, nel 2025 l’export italiano chiuderà l’anno con una crescita del circa 3,3%. L’agroalimentare potrà raggiungere i 73 miliardi rispetto ai 69,5 dell’anno precedente, nonostante molte criticità tra cui dazi e volatilità del cambio euro-dollaro. Gli effetti sui prezzi finali causati dai dazi saranno più evidenti nei primi mesi dell’anno, quando si esprimeranno le negoziazioni e con il rinnovo dei contratti. Gli Stati Uniti restano un mercato strategico, con poco meno di 8 miliardi per l’agroalimentare, ma non sono l’unica destinazione. È fondamentale proteggere i contratti acquisiti negli Usa e diversificare nel resto dei mercati globali. Il Governo sta spingendo molto sulla crescita dell’export anche attraverso il sistema paese con importanti risorse, dobbiamo trasformare queste risorse in azioni concrete, potenziando fiere, collettive estere, uffici nel mondo e attività di business matching, a beneficio soprattutto delle piccole e medie imprese. La cucina italiana patrimonio dell’Unesco è uno strumento incredibile per la promozione dei prodotti italiani all’estero”.
Corrado Peraboni (Italian Exhibition Group) ha sottolineato il ruolo delle fiere come piattaforme di business per l’Horeca e la distribuzione specializzata, mentre Marco Colombo (Circana) ha richiamato l’importanza di prevedere la domanda e adattarsi a un mercato sempre più volatile, in cui categorie come energy drink, bevande per mixology, aperitivi alcolici e segmenti low/no alcol continuano a crescere.
