È degli ultimi giorni la notizia che il prezzo del caffè – più precisamente la sua quotazione a livello internazionale- è in forte calo.
Un’inversione di rotta dunque, rispetto alle previsioni degli ultimi mesi che hanno portato a speculazioni e ad un aumento inesorabile del prezzo della “tazzina”.
La nuova situazione dipende principalmente dal fatto che il raccolto di questa prima metà 2025 sta andando al di là delle più ottimistiche previsioni: in Brasile, primo produttore mondiale, si parla di un anno da primato, con un raccolto che dovrebbe essere superiore del 3% rispetto a quello del 2024.
Un aumento della produzione per l’Arabica, la qualità di caffè più diffusa al mondo, ma lo stesso si può dire per la Robusta, sempre più apprezzata e utilizzata. In Vietnam, che è il primo produttore al mondo di questa varietà, il raccolto di questa stagione potrebbe essere superiore addirittura del 7% rispetto a quello dell’anno scorso.
Le percentuali di aumento della produzione hanno portato a una sensibile contrazione dei prezzi a livello mondiale, come era prevedibile. Per fare un esempio concreto, il Robusta nel mese di febbraio veniva venduto a 5,7 dollari a tonnellata mentre oggi il suo prezzo è sceso a tre dollari e mezzo, che si traduce in un calo di prezzo di quasi il 40%!
L’impatto di questa diminuzione dei prezzi si ripercuoterà inevitabilmente su tutta la catena di approvvigionamento del caffè, a partire dai piccoli agricoltori – che fanno affidamento su prezzi stabili per il loro sostentamento, fino ai torrefattori e ai rivenditori su larga scala.
Le incognite però sono molte, a partire dalla possibilità più che concreta che si perda una parte del raccolto di Arabica a causa di condizioni che ne svalutano la qualità: meno Arabica, quindi, con un’offerta di prodotto che rimarrebbe insufficiente e dovrebbe garantire una certa stabilità dei prezzi, evitando che un eccesso di raccolto li abbassi ulteriormente.
Resta da vedere, infine, cosa cambierebbe per i consumatori finali anche nel caso di un crollo dei prezzi della materia prima e se scenderebbe anche il costo del caffè al bar…
