In Giappone potrebbe presto cambiare il volto delle vending machine, simbolo del Paese e presenza capillare in ogni strada. La società DyDo Drinco, tra i principali produttori del settore, ha presentato Haku, un innovativo distributore automatico completamente privo di loghi, pulsanti e monetiera, sviluppato in collaborazione con Toyota e testato nella città sperimentale Toyota Woven City.
“Haku”, che in giapponese significa bianco, è pensato per integrarsi in qualsiasi contesto urbano. La sua superficie liscia e monocroma nasconde un display digitale in grado di adattarsi all’ambiente: può assumere toni naturali in un sito storico o diventare luminoso e colorato in un’area moderna come una sala giochi.
Gli acquisti si effettuano tramite QR code e pagamento digitale, eliminando del tutto l’uso del contante. Scansionando il codice con lo smartphone si apre un menu virtuale da cui selezionare e acquistare la bevanda desiderata.
Con oltre 4 milioni di distributori automatici attivi, pari a uno ogni 23 abitanti, il Giappone si confronta da tempo con il problema dell’impatto visivo di questi dispositivi. Alcune città, come Kyoto, hanno introdotto regole rigide sui colori e sul design per tutelare i siti storici.
Haku nasce proprio per rispondere a questa esigenza: un design pulito e personalizzabile, capace di rispettare il decoro urbano e allo stesso tempo mantenere la funzionalità.
Nonostante l’idea futuristica, la macchina ha ricevuto critiche miste sul web: molti utenti lamentano la mancanza di praticità e l’assenza del display visibile con i prodotti. Altri, invece, vedono nel progetto un passo avanti verso un’integrazione estetica tra tecnologia e ambiente.
Il distributore Haku fa parte della prima fase di sperimentazione della Toyota Woven City, inaugurata lo scorso 25 settembre. La città, interamente costruita da Toyota, funge da laboratorio urbano dove aziende e ricercatori possono testare soluzioni sostenibili e tecnologie intelligenti.
DyDo Drinco continuerà a raccogliere i feedback dei residenti e dei visitatori per perfezionare il progetto, con l’obiettivo di reinventare il concetto di vending machine unendo tecnologia, estetica e rispetto dell’ambiente urbano.
